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Vivisettori... a testa bassa!

La società Pharmacia intende difendere l’amor proprio dei suoi vivisettori - pardon “sperimentatori animali” - attraverso un divertente volantino, intitolato ”SPERIMENTAZIONE ANIMALE A TESTA ALTA”, distribuito a tutti i dipendenti dell’azienda, che dimostra come Pharmacia abbia capito davvero ben poco della protesta antivivisezionista, e si trastulli coi soliti luoghi comuni (a quando un po’ di originalità?).

Pharmacia e i suoi dipendenti saranno sicuramente ansiosi di sapere cosa pensiamo del loro bel volantino colorato, quindi li accontentiamo, con una risposta puntuale. In bianco e nero, ci spiace, ma riteniamo più utile usare i nostri soldi per creare il maggior danno possibile a chi uccide animali, piuttosto che per colorare i volantini.

1. Accusiamo Pharmacia di utilizzare TROPPI animali?

In un certo senso, sì: anche uno solo è TROPPO. Nessun animale deve essere utilizzato come cavia per esperimenti, di qualsiasi genere essi siano. Questa è la posizione antivivisezionista, sia sotto l’aspetto scientifico che sotto quello etico. Non è una questione di numeri.

2. Secondo Pharmacia, noi li accusiamo di “privilegiare senza ragione le specie più evolute”.

E loro si difendono spiegandoci che oggi usano un numero sempre maggiore di rane e pesci (perché costano meno)! Dovremmo essere contenti?! Come vi saltano in testa certe idee balzane?! Che sia una rana, o che sia una scimmia, noi non la vogliamo vedere prigioniera, torturata (oh, rispettando tutte le leggi e i regolamenti, certo!) e poi ammazzata. Mai sentito parlare di specismo e antispecismo? Per quanto riguarda l’aspetto scientifico, se sosteniamo che i risultati ottenuti su una specie non sono estendibili ad un’altra, gli esperimenti diventano forse più affidabili se anziché mammiferi si usano anfibi e pesci?!

3. Sempre secondo Pharmacia, noi li accusiamo di “maltrattare gli ospiti degli stabulari”.

Bello il termine “ospiti”, in linea con tutte le altre definizioni mistificatorie, come “eutanasizzare” al posto del più esplicito “ammazzare” (anche “uccidere”, già meno crudo come termine, è vietato).
Ma chi, se non chi vuol chiudere gli occhi di fronte alla realtà, può davvero pensare che rispettando la dimensione delle gabbie (peraltro minuscole - avete mai visto, signori dipendenti-nonvivisettori, le dimensioni di una gabbia per conigli?), la temperatura, l’umidità, si possano veder rispettate le esigenze fisiologiche e addirittura ETOLOGICHE degli animali? Le esigenze degli animali si rispettano solo lasciandoli liberi, non tenendoli in gabbie piccole e spoglie in un ambiente artificiale! Allora, signori vivisettori, tanto per fare una prova, se volete facciamo così: noi vi chiudiamo in una stanza spoglia di 2 metri per 2, controlliamo la temperatura e l’umidità, vi diamo da mangiare e da bere, vi lasciamo lì per anni. D’accordo? Siete nostri “ospiti”, non nostri prigionieri!
Poi vi facciamo ammalare artificialmente per studiare il progredire della malattia e l’effetto dei farmaci; vi avveleniamo somministrandovi nuove sostanze chimiche in dosi sempre crescenti e vi lasciamo a soffrire fino alla morte, sopraggiunta “naturalmente” o provocata (e la chiameremo eutanasia). Allora, tutti d’accordo, volete essere nostri “ospiti”?

Sinceri complimenti a Pharmacia per l’affermazione “dal punto di vista dell’attendibilità scientifica, solo un animale sano e non stressato può dare indicazioni valide”. Ottimo, avete appena ammesso che i vostri dati non sono attendibile scientificamente. Tutti gli animali dei laboratori, costretti a vivere in ambienti artificiali, con ritmi di vita completamente sfasati rispetto alla loro natura, senza una tana dove nascondersi, senza la possibilità di costruire dei rapporti sociali “naturali”, sono continuamente e irrimediabilmente stressati, e quindi non sono un modello valido nemmeno per individui della loro stessa specie!

4. “A Nerviano non si effettua ‘vivisezione’”, afferma il volantino di Pharmacia.

Già, di nuovo, a loro piace giocare con le parole. Attenzione: nel caso non si fosse ancora capito, con “vivisezione” non si intende solo tagliare a pezzi gli animali vivi - cosa che in Pharmacia si fa invece dopo averli ammazzati, a quanto pare - ma ogni tipo di sperimentazione animale. Definizione del dizionario De Mauro (ed. Paravia):
Vivisezione: s.f. dissezione anatomica di animali vivi effettuata a scopo di studio e sperimentazione | estens., qualunque tipo di sperimentazione effettuata su animali di laboratorio che induca alterazioni a livello anatomico o funzionale, come l’esposizione a radiazioni, l’inoculazione di sostanze chimiche, di gas, ecc.

Preghiamo inoltre Pharmacia di fare a meno nascondersi dietro alle normative, o ai giudizi di un “Comitato etico” interno, bella forza sarà formato, senza dubbio, da una maggioranza di persone che non hanno affatto a cuore gli interessi degli animali, come SEMPRE accade nei comitati etici.

Altri punti sparsi: ci fa piacere che Pharmacia sia così premurosa nei nostri confronti da farci sapere che il numero di animali da loro utilizzati è in costante diminuzione. Ma noi vogliamo che il numero di animali usati sia ZERO. Perché i test che si continuano a fare sugli animali non servono a predire quanto accade negli esseri umani. Sono inutili. E vanno eliminati. Subito.

Non poteva mancare, in questa girandola di luoghi comuni il solito “lavoriamo per salvare l’umanità”. Non per vendere farmaci e far soldi, no, per salvare l’umanità. Inoltre, che si inventino farmaci non dannosi o in alcuni casi utili agli umani NON è una dimostrazione del fatto che per svilupparli sia stato necessario usare animali. Al contrario, sono proprio i primi esseri umani che usano un nuovo farmaco (le prime centinaia di clienti paganti) che fanno da cavia, e il fatto di non prevedere, al posto degli inutili test su animali, una fase di seria sperimentazione che utilizzi metodi efficaci è uno degli effetti più dannosi, per gli umani, che questa “falsa sicurezza” data dai test su animali provoca.

Ringraziamo Pharmacia per la gentilezza di considerare “utile” il movimento animalista per la sua “funzione di pressione e di garanzia sul sistema, come l’opposizione sulla maggioranza”: peccato che la lettera di diffida inviataci poche settimane fa smentisca questa loro posizione così liberale. “O chiudete il sito del Coordinamento AntiPharmacia, o vi facciamo causa!”, questa è la liberalità di Pharmacia.

Infine, la ciliegina sulla torta, il bellissimo il paragrafo dei “Consigli utili”! Contraddicendo il titolo stesso del volantino, la direzione di Pharmacia invita i ricercatori alla massima prudenza, a non parlare con nessuno del proprio lavoro, a tener tutto nascosto… altro che “a testa alta”!

Se la sperimentazione animale fosse qualcosa di così accettabile, qualcosa di cui andare orgogliosi, non ci sarebbe bisogno di tutta questa segretezza, di tenere nascosto al pubblico quanto si fa nei laboratori, quanti e quali animali si usano, CHE COSA si fa agli animali. Non ci sarebbe bisogno di "ripulirsi" agli occhi del pubblico, di cercare di dimostrare una tesi assurda - quella che nega la sofferenza degli animali -, di giocare con le parole sostituendo ai termini più espliciti altri edulcorati. Per ingannare, prima ancora del pubblico, gli stessi addetti ai lavori.

Tutta questa PAURA che la direzione di Pharmacia sta fomentando nei suoi dipendenti, dichiarando allo stesso tempo di non voler "suscitare allarmismo" (complimenti per la coerenza!), da che cosa nasce se non dal timore che le persone scoprano che cosa si fa davvero nei loro laboratori?

Coordinamento AntiPharmacia
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info@antipharmacia.org